quinta-feira, 18 de agosto de 2016

I genitori e la gioventù Spiritica

Nella gioventù tutto assume una proporzione più grande


La gioventù è una delle più interessanti fasi dell’esistenza umana. Nella gioventù affrontiamo le paure, le incertezze, i dubbi, coinvolgendo i rapporti affettivi, la professione, l'autoaffermazione, la ricerca dell’accettazione, i conflitti intimi ed un'infinità di situazioni. Non vuol dire che nelle altre fasi dell’esistenza questo non si affronti, tuttavia, nella gioventù, probabilmente per la vivacità o l'effervenscenza degli ormoni, tutto assume una proporzione piu grande, a volte addirittura spaventosa, tanto che moltissimi giovani rimangono ai “margini della strada” e si consegnano a vizi di tutti i generi poichè non hanno saputo lavorare queste sfide quando si sono presentate.

Esistono pure quelli che soccombono alle passioni dominanti e precipitano nelle trappole del sesso prima dell’amore, le ragazze finiscono col rimanere incinte ed i ragazzi, molte volte, si perdono di fronte alle responsabilità.


Nascono così famiglie incomplete in cui i bambini educano i bambini. La maggior parte delle volte il risultato compromette l’educazione dell’insieme poichè le ragazze sono mamme impreparate e devono mettere la propria educazione al secondo posto per accogliere il figlio in arrivo.

Ma esiste anche la questione intorno alle droghe e tutte le sfumature, includendo in questo tutto anche l’alcool che, purtroppo, conta sulla accondiscendenza dei genitori e della società. Le prime esperienze dei giovani con bibite alcooliche si realizzano in presenza dei genitori, che tante volte stimolano gli adolescenti ad assaggiare. I giovani entrano nel mondo delle “droghe”, attraverso le ampie porte della curiosità, tante volte mossi dalla mancanza di dialogo con i genitori o ancora per essere “accettati” nel gruppo di “amicizie” Lì, l'importanza della famiglia nella formazione dei valori dell’essere. La base famigliare è fondamentale per aiutare il giovane a superare i suoi problemi intimi senza grosse difficoltà. A questo punto la conoscenza spiritica guadagna un significativo risalto in quanto offre solide basi per un comportamento degno e regolare.

Kardec ci impegna ad includere lo spiritismo nell’ottica dell’educazione sistemica dell’essere; un'educazione che oltre alle conquiste intelletuali, mira a sviluppare il senzo morale costruito con le gioie della fraternità, solidarietà, comprensione e altruismo nel cuore umano, ossia, un'educazione che scuote lo spirito in cerca di se stesso.

Perquanto, dobbiamo ammettere che Kardec e la spiritualità hanno offerto la teoria. La questione pratica dell’applicazione dei principi spiritici nell’educazione dei giovani è compito dei genitori ed educatori. Se i princìpi dello spiritismo non saranno applicati, lo spiritismo rimarrà una pagina..., pagine scritte bene...

Non era questo l’obbiettivo del Codificatore, la sua intenzione fu di mostrare che lo spiritismo dev'ssere applicato nei rapporti umani, principalmente in quelli che sono state consacrati nei rapporti famigliari, aiutando i genitori a guidare i propri figli nelle strade sicure dell’ideale cristiano, facilitando le strade e dirigendo i giovani nei loro più complessi dubbi esistenziali.

Per cui, è compito dei genitori adattare un linguaggio spiritico alla realtà dei giovani, rendendolo accessibile e gradevole, alla loro portata, favorendo il suo assorbimento. Per questo non sono necessari grandi prodigi, si richiede appena creatività e lo studio delle opere di base di Allan Kardec.


Wellington Balbo
wellingtonbalbo@tribunaespirita.org
giornale tribuna spiritica – Dicembre 2013

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