sábado, 12 de dezembro de 2015

La lezione della formica


Nella scuola di Ottavio si stava organizzando una festa e, gli alunni si davano da fare per ultimare i preparativi. Alcuni attaccavano enormi cordoni di bandierine colorate, altri scopavano il pavimento altri ancora ripulivano tavoli e sedie.

In cucina si preparavano pasticcini, torte, salatini e stuzzichini, da essere serviti durante la festa.

Mentre conversavano allegramente lavoravano con solerzia ed in più, si divertivano.

Olttavio, era l’unico che non partecipava a nessuna attività.


La professoressa, incaricata ad un'attenta organizzazione, lo aveva sollecitato diverse volte per dare una mano in questo in quell’altro compito, ma Ottavio faceva lo gnorri e si rifiutava con determinazione d’aiutare lo sforzo dei compagni.
Ad un certo momento, la professoressa gli ordinò, severa:

— Dal momento che ti rifiuti di collaborare nell’organizzazione della festa, e per dare un'esempio alla maggioranza, avrai un’altro compito: domani mi dovrai portare, e senza nessuna scusa, una relazione sul tema: La vita delle Formiche. 

— Ma professoressa, non è giusto! – reclamò il ragazzo – Solo io devo fare quella relazione?

— Ti stai ingannando, Ottavio. Non è giusto che tu non stia facendo nulla, mentre i tuoi compagni stanno sgobbando e si sforzano per il beneficio di tutti.

Fece una pausa e vedendo l’indecisione di Ottavio, proseguì:


— Puoi cominciare da adesso, altrimenti per domani non riuscirai a finirla.

— Ma, come lo posso fare? Non so neanche da che parte cominciare! – protestò Ottavio.

— É semplice, osserva le formiche in giardino!

Imbarazzato, Ottavio s’incamminò verso il giardino della scuola. Con un sospiro si sedette in terra e pensò: “Che menata, dove vado a trovare le formiche, adesso?”

In quel momento vide una formica che passava di fretta tra i suoi piedi. La seguì con lo sguardo e presto ne scorse due altre che percorrevano, sempre di corsa, la medesima direzione della prima.

Incuriosito, s’alzò e seguì le formiche. Poco piu oltre scoprì un formica che tornava che portava un pezzettino di pane e, nonostante essa fosse piccola, il pezzettino di pane era di molte volte più grande di lei.

Sorrise divertito e nel contempo, ammirato – “Dove starà portando quel pezzettino di pane raffermo?”- si chiese.

Si guardò attorno e scoprì poco più in là, un grosso pezzo di sandwich che qualcuno aveva buttato, circondato da decine di formiche che lavoravano con diligenza. Alcune lo tagliavano in piccoli pezzi ed altre, li trasportavano.

Quando il pezzo era pesante per le loro deboli forze, le formiche univano gli sforzi e lo trascinavano tutte assieme.

Seguendo la pista, Ottavio scorse che si avvicinavano ad un formicaio, lasciavano il bottino e tornavano al lavoro.
— Interessante! – mormorò Ottavio impressionato dalla cooperazione e dall’unione di quelle piccole operaie – Accidenti! Sono così piccole unite e quanto lavorano!

In quel momento si ricordò della festa della scuola e che solo lui non stava collaborando. S'alzò vergognoso e si diresse dalla professoressa chiedendole di affidarli una mansione.

Sorridente, la mestra chiese:

— Questo ti fa onore. Cosa ti ha fatto cambiare idea, Ottavio?

— Le formiche! Lei mi aveva detto di fare una ricerca. Ho scoperto che le formiche vivono unite con un sistema di cooperazione fraterna ed amica. Perciò se esse lavorano, anch’io posso lavorare.

Smise di parlare e, guardando la professoressa continuò contrito:

— Vede, Signora, se devo aiutare per la festa non avrei molto tempo per preparare la relazione. Devo consegnargliela al più presto per domani?

La professoressa sorrise soddisfatta e mettendo una mano sulla testa del ragazzino gli disse con gentilezza:

— No, Ottavio, non c’è nessuna necessità che tu faccia la relazione. Hai già appreso la tua lezione.


Zia Célia
(Autora: Célia Xavier Camargo)

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