segunda-feira, 8 de julho de 2013

Per una Moneta

Fernando era un ragazzino di buon cuore, e sensibile alle sofferenze altrui.
Un giorno, passando per una strada, alla periferia della sua città vide, presso una casa molto povera, due bambini macilenti e pallidi che giocavano sulla porta.
Preso da un'irrefrenabile impulso, s'avvicinò e cominciò a parlare con loro. Dalla coversazione venne a sapere che essi non avevano più il padre, e la madre lavorava duramente per provvedere al loro sostentamento e a quello della casa. Gli dissero che quel giorno non avevano mangiato nulla e, che avrebbero mangiato solo, quando la madre sarebba ritornata a casa, dopo il lavoro,
Molto rattristato, Fernando desiderò aiutarli, però, non sapeva come fare. Tra l'altro, al momento, non aveva possibilità finanziarie, benché suo padre lavorasse molto e non gli facesse mancare nulla.


Gli venne un'idea luminosa. Fernando aveva molti amici e, se egli da solo non sarebbe riuscito a far nulla, tutti assieme avrebbero potuto fare molto.
Riunì gli amici ed espose il suo progetto. Se ognuno di essi avesse contribuito con le loro possibilità, avrebbero aiutato quella famiglia indigente. Tutti concordi, approvarono l'idea di Fernando e non solo, entusiasti dissero ai loro parenti di collaborare. La notizia fu estesa ai vicini di casa, agli amici e poichè, raccogliendo un maggior numero di beni, questi, si sarebbero potuti distribuire ad altre famiglie indigenti.
E così fu fatto. Non solo; le famiglie, oltre che a ricevere generi alimentari, dolci, vestiti, scarpe, pannolini, erano assistite con il tempo libero che i volontari donavano per far compagnia ai bambini, aiutandoli nell'igiene domestica ed insegnando loro come eseguire i compiti di scuola.
Poco per volta, come avevano previsto, l'assistenzaa si estese anche ad altre famiglie nelle stesse condizioni di necessità e che abitavano nei pressi.
Tutti erano felici ed ottimisti.
Fernando, chiese la collaborazione anche ai suoi compagni di scuola, in particolar modo ad uno che sapeva essere molto abbiente. Ci rimase molto male quando il ragazzo gli rispose con alterigia:
— Io, non ho niente da dare!
— Come non hai niente da dare? Sei il ragazzo più ricco della scuola!? — sbottò.
E dato che Fernando non si voleva arrendere, il ragazzo, con sufficenza levò dalla tasca una moneta da un centesimo, gliela diede e gli disse:
— Questa moneta è solo quella che ti posso dare.
Perplesso, Fernando guardò la moneta ed ebbe voglia di non accettarla tanto era insignificante il suo valore. Però, prese la moneta, ringrazio, il ricco compagno e s'allontanò indignato.
Dopo essere tornato a casa, Fernando commentò il fatto con la madre e terminò dicendo:
— Mi era venuto l'impulso di non accettare la moneta che è un insulto alle necessità altrui. Che valore vuoi che abbia? Per me nulla!.
La madre lo guardò serena e gli disse:
— Se non l'avessi accettata avresti fatto male. Tu devi renderti conto che, nella vita, ognuno dà ciò che ha. Tieni presente, che spesso ciò non ha relazione con quello che la persona, crede di possedere.
Sorpreso, Fernando chiese:
— Come può essere così, mamma? Non capisco. Il mio compagno è molto ricco!...
— Proprio così, è molto ricco. Ma ancora non ha ancora appreso a dar nulla di sè. Questa moneta, ragazzo mio, che tu disprezzi tanto, è l'opportunità del tuo compagno di donare qualcosa, e per lui, rappresenta molto. Mi sono spiegata? Hai capito?
— Ho capito. Tu mamma vuoi dire che il donare è un apprendistato che dobbiamo esercitare – rispose il ragazzino ammirando le sagge parole della madre.
— Esattamente. L'egoismo è una malattia dalla quale ci liberiamo molto lentamente. E il tuo amico sta facendo i primi passi per vincere quella terribile piaga.
Fernando osservò con occhi differenti quella monetina che brillava nella sua mano e ringraziò per la lezione che aveva ricevuto.
Incorniciò la moneta e l'appese nella sua stanza, in un posto dove la si poteva veder bene, per non dimenticarsi di quella lezione.
Un anno dopo, quell'amico era completamente integrato nel gruppo e collaborava felice con la meraviglia generale.

Zia Célia
Autore: Célia Xavier Camargo
Traduzione: Milena Alborghetti

<< Home                     << Italiano - archivi