segunda-feira, 8 de julho de 2013

Pensare prima di agire

Luigino era un bambino molto scaltro e la madre lo riprendeva in continuazione per le cose sbagliate che faceva. Tirava la coda al gatto, litigava con la sorella, discuteva con i compagni di scuola, rompeva il registratore, smontava la bicicletta e faceva altre cose disastrose. Quando veniva ripreso, cadeva dalle nuvole e diceva:
— Scusami mamma. L’ho fatto senza pensare. Quando me ne sono accorto, era già fatto!La mamma, perciò doveva sempre stare attenta a ciò che Luigino stava facendo. Quel giorno, dopo tutte le cose che aveva combinato e, stanca delle monellerie di Luigino, gli disse in tono serio:
— Luigino, ogni volta che fai qualcosa, devi prima pensare. Ormai hai otto anni e non devi comportarti come se ne avessi tre!...
Sentendosi in colpa il ragazzino spiegò:
— Lo so mamma. Ma quando l’ho visto...era già fatto!
— Ecco, il punto è esattamente questo Luigino: tu ci devi pensare prima. Dopo che si è fatta una cosa non possiamo tornare indietro. Ad esempio: Ieri sei salito sul tetto, ricordi? Saresti potuto cadere, e ti saresti ferito seriamente, no? Tre giorni fa, di nascosto hai acceso un’accendino ed hai dato fuoco ad una montagna di cose vecchie che non volevi più, proprio in camera tua. E se io non fossi arrivata in tempo avresti fatto bruciare tutta la casa. Per fortuna ho avvertito l’odore del fumo e sono riuscita a spegnere il fuoco prima che causasse danni maggiori! Qualche tempo fa....
— Basta, basta, basta, mamma! So che hai ragione. Mi sono comportato molto male. Prometto di non non ricadere in qualcosa di sbagliato. Tenterò di migliorare – ripose il ragazzo.
— Va bene Luigino, va bene. Ricordati però, che questa è una decisione importante. Recita una preghiera a Gesù, e con certezza sarai esaudito, perché secondo a ciò che hai promesso, desideri veramente migliorare. Però, ripeto, prima di fare qualunque cosa, pensa bene: ”Mi piacerebbe che qualcuno facesse lo stesso per me!“
E fu ciò che il ragazzino fece. Prima di dormire, quella sera, chiese a Gesù che lo avvertissse quando stesse per fare qualcosa di sbagliato. Dormì tranquillo e la mattina al risveglio, pensò:
— “Oggi voglio fare tutto a puntino, come la mamma mi ha insegnato. Gesù mi aiuterà!”
Pieno di buoni propositi, Luigino uscì di casa. Sulla strada che portava alla scuola, vide una sua compagna di classe, Amanda, che camminava davanti a lui. Amanda, non gli piaveva molto. Ebbe l’impulso di tirarle i lunghi capelli e scappare. Quando Luigino era con la mano tesa, si ricordò ciò che la mamma gli aveva detto e pensò; - “Se io fossi al suo posto, mi piacerebbe che mi tirassero i capelli? No, che non mi piacerebbe!” Abbassò il braccio. La ragazzina lo vide e Luigino le sorrise. Proseguirono il cammino fino alla scuola. Amanda, per la verità, non era così banale com’egli riteneva, anzi era di una simpatia unica!...
Nell’ora di ricreazione Luigino vide Giorgio con un sandwich in mano che si preparava a mangiare. In quell’attimo ebbe la balzana idea di rubarglielo per vedere la reazione del compagno. Subito, però, pensò che fosse meglio desistere ed abbassò il braccio. Dal momento che gli era vicino si sedette al fianco di Giorgio e cominciarono a parlare. Venne a sapere che Giorgio era molto povero e quel sandwich lo aveva preparato la sua mamma per la colazione del mattino, ma che egli non aveva mangiato per portalo a scuola per sentirsi all’altezza degli altri compagni. Luigino gli chiese:

— Giorgio, ma ti va bene tutto? Perché vivi isolato dagli altri compagni?
— Perché sono molto timido. Però mi piace parlare come stiamo facendo adesso!
Essi si alzarono ed andarono a divertirsi sullo scivolo. La ricreazione finì e tutti ritornarono in classe, però Luigino e Giorgio erano già diventati amici.
Ritornando a casa, Luigino incontrò un cagnolino randagio e fu preso dalla voglia di affibbiargli un calcio. Intuendo l’intenzione del ragazzo, il piccolo animale di accostò al muro, pieno di paura. Ma ancora una volta Luigino pensò a quello che stava per fare.Vedendo il cagnolino spaventato si chinò e gli fece una carezza. L’animaletto, ora con un’espressione diversa, lo guardò, gli leccò la mano s’accucciò tra sue gambe, e lo guardò con i suoi dolci.
Pieno di pietà, Luigino portò a casa quel nuovo amico.
La mamma rimase sorpresa nel vedere il figlio tornare a casa seguito da un cagnolino. Il bambino le spiegò:
— Mamma ho trovato questo cagnolino in strada. Secondo me non ha nessun padrone. Posso tenerlo?
— Va bene, lo puoi tenere. Però ricordati che sarai responsabile di lui. Il cagnolino dipenderà da te.
— Puoi contarci, mamma. Lo curerò bene.
Luigino organizzò un posto per dormire per il suo nuovo amico, si procurò una bacinella per la pappa ed un’altra per l’acqua, poi lo infilò nella vasca da bagnò e lo lavò per bene. Ora il cagnolino aveva un altro aspetto.
Prima di dormire, la mamma andò a augurargli la buona notte e vide che il cagnolino era accucciato al lato del letto. Sorrise e chiese a Luigino:
— Quale è il suo nome?
— Intrigante. Mamma ti ricordi come è diventato amico mio?
— É vero. Quando facciamo qualcosa di bene riceviamo a nostra volta sempre qualcosa di bello. E l’amicizia è una di quelle cose!
Luigino pensò un po’, poi commentò sugli avvenimenti di quel giorno:
— Tu hai ragione, mamma. Questa mattina mi sono svegliato con il proposito di fare tutto bene e, anche così ho, quase pus tudo a perder. Però, quando stavo per fare una cosa sbagliata, qualcosa mi avvertiva ed io pensavo al discorso che mi hai fatto ieri. Questo è stato il motivo che mi metteva al posto di un’altra persona. Infatti, è ciò che ho fatto!...
Naturalmente raccontò alla mamma tutto quello che era successo e terminò con l’affermare:
— Grazie ad essermi comportato bene, ho fatto tutto in modo giusto ed ho guadagnato tre nuovi amici: Amanda che non è banale come ritenevo; Giorgio che non parlava con me perché era molto timido e che ho scoperto che è molto simpatico. E, finalmente, in mio amato Intrigante che ha trovato un focolare. Sai mamma, sono felice per tutto! Sono in pace con me stesso e con gli altri! Pensa, tutto è avvenuto nello stesso giorno!...
La mamma sorrise, circondando il figlio con un grande affettuoso abbraccio.
— Mi rendo conto di come ti stai sentendo, bambino mio. Questa è la pace della coscienza tranquilla. Allora facciamo una preghiera e ringraziare Gesù per il giorno che oggi hai avuto. E che i giorni futuri siano anch’essi, pieni di benedizioni.

MEIMEI



(Messaggio ricevuto da Célia X. de Camargo, in Rolândia-PR, il giorno 4/7/2011.)


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