segunda-feira, 8 de julho de 2013

L'invidia

Erano compagni di classe, ma a Tonino non piaceva molto Carlo.
Tonino era il bambino di una famiglia disagiata, che abitava una semplice casa di un quartiere della periferia della sua città. Carlo, al contrario, apparteneva ad una famiglia abbiente. Vestiva abiti costosi, scarpe firmate e le sue merende erano le migliori di quelle degli altri ragazzi.
Per questo, a Tonino non andava a genio, ritenendolo orgoglioso e distaccato. Nel suo intimo nutriva una mal celata invidia.


Un giorno, per caso, arrivarono a scuola più presto del solito. Gli altri compagni non erano ancora arrivati e, Tonino, non avendo nessuno con cui parlare, si avvicinò a Carlo vedendo il suo invitante sorriso.
Conversando, Tonino, si rese conto che Carlo era un simpaticissimo ragazzo e, con una certa curiosità gli chiese:
— Perché te ne stai sempre isolato durante la ricreazione, lontano dagli altri compagni?
- Perché sono molto timido — rispose Carlo.
Tonino non trattenne la sua meraviglia:
— Timido?!... Ma guarda un po', io pensavo che fossi orgoglioso e non volessi giocare con noi!...
Da quel momento divennero amici e Carlo invitò il compagno a passare un giorno in casa sua. Tonino conoscendo la semplicità della propria casa moriva dalla voglia di conoscere quella dell'amico, per cui accettò di buon grado.
Il giorno stabilito, l'autista di Carlo venne a prenderli a scuola con una lucente e bellissima automobile. Nello sprofondare nei comodi cuscini, Tonino si sentì mancare il fiato. Gli sembrava di sognare.
Arrivarono, alla grandiosa villa, attraversando l'enorme proprietà, Tonino, di sorpresa in sorpresa non riusciva a contenere il suo entusiasmo. S'interessava di tutto
— Acciderba! Carlo, tu devi essere molto felice ad abitare qui!
Carlo rispose con un'aria poco felice!
— No, Tonino, non sono felice.
— Perché, — balbettò. Tonino senza capire. — tu hai tutto, non ti manca niente!Hai una piscina olimpionica e puoi nuotare quando e come ti pare!
— Non posso: soffro di bronchite cronica ed ho paura di prender freddo. Se tu vuoi puoi fare tutti i tuffi che vuoi.
— Però puoi comprare ogni cosa che desideri, enormi gelati....
— Credi? Soffro di una costante tonsillite e non prendo gelati.
— Ma puoi succhiare i chupa-chupa, mangiare dolci e torte farcite...
— Tonino, sono diabetico e non posso mangiare cose dolci — spiegò, Carlo con un sospiro.
Tonino era sbalordito, ma doveva trovare qualcosa per rallegrare l'amico, Non gli venne in mente niente se non:
— Però, in fin dei conti hai una casa enorme e lussuosa... Solo per abitarci io, ne sarei soddisfatto, Carlo.
L'amico replicò con un sorriso triste:

— Si, è vero. La casa è enorme e lussuosa e... vuota. Ci abitiamo solo mio padre ed io. Mia madre morì quando ero molto piccolo e sento un'immensa mancanza di lei..
Di sorpresa in sorpresa, Tonino comprese come a volte, le cose sono differenti di come le immaginiamo.
Alla fine di quel pomeriggio si congedò da Carlo, e fu con le lacrime agli occhi che raggiunse la sua casa. Quella casina semplice, ora gli appariva con altri colori. La ritenne perfino bella, con i fiori nello sparuto giardino e le tendine di poco prezzo alle finestre,
La madre gli andò incontro e fu con immenso affetto che l'abbracciò, commosso.
Tonino le raccontò la lezione che aveva ricevuto, ed aver mal giudicato il suo compagno dalle apparenze, dell'invidia che nutriva per lui, poi concluse:
— Ah, mamma! Adesso capisco che la ricchezza non è tutto nella vita e che esistono cose più importanti. Mi piacerebbe molto aiutare il mio amico Carlo, ma non so come!
— Si, ragazzo mio. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per rendere la vita del tuo amico più serena. Puoi contare su di me.
La buona signora fece una pausa come se stesse meditando e suggerì:
— Potremmo cominciare parlandogli dell'immortalità dell'anima. Come spiritisti, potremmo consolarlo e dargli la speranza, spiegandoli che la sua mamma, che egli tanto ama è viva e continua ad amarlo ed a proteggerlo, in qualunque luogo essa si trovi. Ed un giorno, grazie alla bontà divina potranno rincontrarsi.
Tonino, guardando la madre esclamò:
— E' vero mamma. Come mai non mi era venuto in mente prima! Carlo sarà molto contento e sono convinto che vedrà la vita in un altro modo.
E, con un sospiro, Tonino completò:
— Ora sono veramente felice! Io, che giudicavo di non avere niente, ho tutto quello di cui ho bisogno.


Zia Célia
Autore: Célia Xavier Camargo
Traduzione: Milena Alborghetti

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