sexta-feira, 5 de julho de 2013

Le pietre magiche


Pierino, era un bambino al quale non mancava nulla. Aveva una famiglia amorosa, una madre dedita, un padre compresivo, fratelli che lo amavano e facevano di tutto per il suo benessere.

Ad onor del vero, Pierino era selvatico. Quando qualcuno gli faceva una domanda rispondeva di malumore. Nel chiedere qualcosa ai famigliari era sempre esigente e, se non fosse stato accontentato urlava irritato.
Quando le sue richieste erano soddisfatte, non aveva una sola parola di ringraziamento, come se tutti fossero obbligati a servirlo. C’è anche da dire che, quando faceva qualcosa di sbagliato, non si degnava di scusarsi.
Il comportamento di Pierino era così difficile che i famigliari e gli amici di scuola, temendo le sue reazioni poco alla volta lo evitarono..
Un giorno, venne a trovarlo, nonno Giovanni e trovò Pierino triste e solo seduto sotto l’atrio del portone di casa.
— Che cosa è successo, Pierino? – gli chiese.
Il bambino alzò la testa per guardare il nonno e rispose sfiduciato:
— Vorrei giocare, nonno, ma nessuno si degna di farlo con me. Tutti i miei amici se ne sono andati!...

Nonno Giovanni portò il nipote presso una panchina del giardino, lo abbracciò e gli chiese:
— Dimmi, Pierino: perché i tuoi amici si sono allontanati?
— Nonno, non lo so.
Nonno Giovanni pensò per qualche secondo e riprese:
— Sai, Pierino che i famigliari e gli amici sono una cosa preziosa che Dio ci ha dato ed ai quali dobbiamo prestare molta attenzione?
— Davvero, nonno?
— Certo!. Tra qualche giorno sarà il tuo compleanno, non è vero? Ti voglio regalare un oggetto magico!
Gli occhi del bambino brillarono:
— Magico?.. Magico!... che cosa è?
— Vedrai. Aspetta! Ora vieni in casa. Voglio parlare con la mamma.
Mentre il nonno e la mamma stavano conversando davanti ad una tazzina di caffé, l’immaginazione di Pierino correva libera come il vento. Egli era estremamente curioso di sapere quale regalo poteva essere quello che il nonno gli voleva dare. Tentò di scoprirlo, ma non ne venne a capo. Il nonno non gli dette nemmeno il piccolo indizio.
E così avvenne che, con grande ansietà, Pierino vide passare i giorni che lo separavano dal suo compleanno. Avrebbe compiuto i sette anni.
Quel gran giorno arrivò. Pierino si svegliò presto ed in agitazione. Sapeva che avrebbe ricevuto molti regali, ma pensava solo a quello di nonno Giovanni.
Il nonno giunse abbastanza presto. Portava un bel pacchetto avvolto in carta da regali.
Dopo aver abbracciato con estrema tenerezza il nipote, gli spiegò:
— Pierino, qui dentro c’e il tuo reagalo magico. Tu dovrai conservarlo con grande attenzione. Quando dovrai prendere una decisione, ricordati di consultarlo. Esso darà sempre la risposta alle tue necessità. Se farai così, esso ti sarà utile per tutta la vita..
Ansioso, Pierino disfece il nastro rosso e strappò la carta. Per qualche attimo gli si fermò il respiro. Tra le mani aveva una bella scatola di legno. Per essere più precisi, era un cofanetto con chiusura a chiave.
Impaziente, Pierino prese la chiavetta ed aprì il cofanetto. Con sua gran sorpresa, trovò alcune pietre colorate; ognuna di esse era di colore e di differene formato, ma indubbiamente molto belle: bianche, rosa, azzurre, lilla, brillanti e liscie.
Ne rimase incantato. Amava già quelle pietre!
Prendendone una vide che sulla sua superficie c’era qualcosa di inciso.
— Nonno, qui sopra c’è scritto qualcosa!
— Certo, Pierino. Se tu guardi anche le altre vedrai che su ognuna di esse c’è scritta una parola diversa e non meno importante. Sono parole magiche che apriranno le porte del cuore delle persone.
— Ma dici sul serio?...
— Si. Ci puoi scommettere!
Pieno di interesse, il ragazzino prese la prima pietra e lesse:
— GRAZIE:.
In quello stesso istante, si ricordò che non aveva ringraziato il nonno.
— GRAZIE per il regalo, nonno – disse abbracciandolo.
In seguito esaminò il contenuto del cofanetto, osservando attentamente ogni pietra, e lesse:
— SCUSAMI, PER FAVORE, MI PERMETTI, TI VOGLIO BENE, BUON GIORNO, BUONA NOTTE.
Leggendo ogni parola. Pierino chinò la testa, comprendendo l’intenzione del nonno.
La mamma che osservava la scena si commosse davanti alla delicatezza e la creatività di suo padre. Vedendo la mamma in quello stato, Pierino corse da lei:
— So che ho sempre agito molto male, mamma. SCUSAMI, ti RINGRAZIO per la festa che mi hai organizzato.
La madre abbracciò il figlioletto con grande affetto.
— Tutto quello che faccio per te, è perché, TI VOGLIO BENE.
Nel pomeriggio, giunsero gl’invitati. Pierino si mise sulla porta per riceverli. RINGRAZIAVA per la presenza di tutti con un sorriso e si comportò in modo così corretto da suscitare una gran simpatia a chi si avvicinava a lui con un senso di vera compagnia.
E quando arrivò il momento di spegnere le sette candeline e tutti i presenti intonarono la canzone di Felice Anniversario, Pierino, ebbe la certezza che sarebbe stato veramente felice.
Da quel giorno in poi, il cofanetto con le sue belle pietre colorate non si scostò mai da Pierino.
Anche quando egli crebbe e frequentò l’Università, quel cofanetto gli era sempre accanto per non fargli dimenticare come doveva trattare ogni persona.

MEIMEI


(Messaggio ricevuto da Célia Xavier de Camargo, il giorno 3/1/2011.)

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