quarta-feira, 17 de julho de 2013

La Jabuticabeira(una pianta del Brasile simile al ciliegio)


Un gruppeto di ragazzi che frequentavano la stessa classe, stava ritornando a casa dopo le lezioni. Camminando sul marciapiede, ridevano ciarlavano, raccontavano con particolari ciò che avevano fatto. Ad un tratto, uno dei ragazzi ricordò:
— Attenzione! Siamo vicini alla casa del ciliegio.
Tutti si zittirono di colpo ed, in silenzio s’avvicinarono alla casa.
Al di là del muro c’era un bellissimo ciliegio carico di frutti. Le ciliege pendenti dai rami erano mature e invitavano ad essere colte e mangiate.


Due ragazzi, i due più esperti, s’arrampicarono sul muro e coslero alcuni frutti con velocità; dopo di loro altri due, e così fino a che tutti poterono cogliere le proprie.

In quel momento sentirono il rumore di qualcuno che s’avvicinava.
— Chi c’è qui?- gridò una voce di donna.

I ragazzi afferarono i loro zaini e, ridendo sottovoce si misero a correre. Per dirla in breve, considerandosi fuori pericolo si fermarono e si sedettero sul marciapie divertiti per lo scherzetto.
Tornando a casa, ancora ridendo, Giuliano raccontò alla mamma ciò che aveva fatto con i suoi compagni, e mostrando le ciliege ben mature gliele offerse.

— Assaggiale, mamma, sono una delizia! Sono dolcissime!
La mamma fissò il figlio con un’espressione che non ammetteva dubbi e gli chiese:
— Guliano, tu sei convinto di quello che hai fatto?
Il ragazzò comprendendo che la madre era contrariata ci pensò, ed un po’ preoccupato,  le rispose:
— Stavamo solo giocando, mamma! “Lo fanno tutti del resto”... 
— “Lo fanno tutti del resto”? Ma dico? Ciò che avete fatto è un furto. Questa frutta puo essere facilmente comprata nei supermercati, ragazzo mio! E tu credi che sia corretto fare ciò che hai fatto?


E’ forse stato questo che io e tuo padre ti abbiamo insegnato? Rubare?
Il ragazzino, pentito, abbassò la testa, riconoscendo che la madre aveva tutte le ragioni. Promise che non avrebbe mai più rubato, la frutta.
¨
— Molto bene Giuliano. Sono contenta che tu agirai correttamente prima che ti capiti qualcosa di peggio... perché molte volte la vita ci mostra la realtà in un modo duro e sgradevole.          

Il ragazzo restò pensieroso dopo le parole della mamma.  Andò a riporre lo zaino prima di sedersi a tavola per il pranzo.

Il giorno seguente, Giuliano aveva dimenticato completamente la storia delle ciliege, ma evitò di accompagnare i suoi compagni al ritorno da scuola, come del resto gli aveva suggerito la madre.

Tre giorni dopo, passando di fronte alla casa del ciliegio, noto che la pianta era sempre carica di frutti
maturi e tentatori. Giuliano aveva fame e nella sua bocca sentiva sciogliersi l’acquolina. Egli pensò...pensò...pensò...

In fin dei conti tra il rubare quei frutti e non rubarli, egli, risolse di rischiare.  “Del resto, nessuno mi vede. Che importanza possono avere due o tre ciliege in meno per la padrona che può avere tutta la frutta che vuole?”- si domandò.
Non ebbe nessun dubbio. Scalò il muro e prese le ciliege.
Stava scendendo quando udì una voce alle sue spalle:
— Ah, ecco! Sei tu che mi rubi le ciliege...ragazzo mio! Se tu me le avessi chieste io te le avrei date e non solo ti avrei dato tutta la frutta che volevi! Anzi te ne derei di più; nel mio frutteto ho banane manghi arance!

Rosso dalla vergogna, Giuliano non sapeva come scusarsi. Non era lui che veniva sempre a rubare, però ora che cosa poteva dire a sua discolpa? La padrona non gli avrebbe creduto...

 — Le chiedo scusa, signora, le prometto che non lo farò più.
La signora lo guardò con simpatia e dolcemente lo invitò ad entrar in casa.
— Vieni, ragazzo mio, Tu non mi sembri un cattivo ragazzo. Ti voglio dare tanta frutta. Il mio nome è Dora, ed il tuo?
— Giuliano.

Dora lo condusse in casa e  con Giukliano fece una lunga chiacchierata.  Diventarono amici.Poi gli mostrò il frutteto, il pappagallo ed il cagnolino. Giuliano usci dalla casa di Dora    stracarico di ottima frutta.    

Tornando a casa vergognoso per ciò che gli era capitato, lo raccontò alla mamma e concluse:
— Tu mamma avevi ragione. La vergogna che ho avuto oggi non la dimenticherò mai. Però mi sono meritato questa lezione che però ha il suo lato buono. Ho conosciuto la signora Dora, una donna molto speciale. Ah, a proposito, Dora ti vuol conoscere!...
Giuliano crebbe. Divenne un uomo, però mantenne sempre nella sua mente l’esperienza che aveva vissuto  guidando le sue azioni verso il bene, verso l’onestà e la verità.   
                 
MEIMEI
(Messaggio ricevuto da Célia Xavier de Camargo, il giorno 20/9/2010.)

Autore: Célia Xavier Camargo Traduzione: Milena Alborghetti

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