quinta-feira, 4 de julho de 2013

La forza del sole

A Carlino, bambino buono e servizievole piaceva aiutare le persone.
Una cosa, però, Carlino non sopportava: vedere la gente che discuteva o litigava.
Subito diventava nervoso ed entrava nel mezzo della discussione con l’intento di sedare i contrasti.
 
Ciò succedeva nei diversi luoghi che frequentava: in casa, nella scuola oppure per strada.
In casa, ad esempio, quando i genitori discutevano per problemi domestici, Carlino si metteva di mezzo volendo risolvere la questione.

A scuola, molte volte i suoi compagni si accapigliavano giocando al pallone o per qualche altro motivo e partivano, allora, suon di spintoni, di pugni e di pedate. Carlino correva tentando di separare i contendenti e finiva in mezzo alla mischia.
Arrivava a casa sfiduciato, stanco, sporco da capo ai piedi e non di rado ammaccato.
 
La madre che lo conosceva bene, immaginava che cosa fosse successo e lo consigliava amorevolmente:

— Figlio mio, non farlo più. Qualche volta ti ferirai seriamente tentando di sedare i litiganti. Fai molta attenzione. Chiama un adulto, un professore responsabile dei ragazzi.
 
Carlino promise si, di non intevenire nelle dicussioni, però quando iniziava il tumulto, ecco, che egli si trovava dentro fino al collo.
 
Un giorno  tornando a casa con un occhio rosso e  pesto, la testa sanguinante, la madre preoccupata gli chiese:
 
— Che cosa ti è capitato questa volta Carlino? Guarda in che stato sei ridotto! Sporco fino alla punta
dei capelli. La camicia strappata e guarda come sei ammaccato! Sei andato a litigare di un'altra volta?
 
— Neanche per sogno, mamma. Al contrario. Tentavo di separare due miei amici che non andavano d’accordo mentre giocavano al pallone.
 
La madre lo avvolse in abbraccio e gli disse con amore:
— Va bene! Ne parleremo dopo. Adesso vai a farti un bagno.
 
Quando il bambino uscì dal bagno, già con un aspetto migliore, la mamma medicò il bozzo sulla testa e lo chiamò per il pranzo.
 
Il padre che stava entrando in quel momento, osservò attentamente il figlio, diede un profondo sospiro, ebbe l’impulso di  sgridarlo, ma desistette. Rimase in silenzio.
 
I due fratelli minori guardavano Carlino e ridevano.  Sapevano che cos’era accaduto. Del resto, non era la prima volta che succedeva che Carlino tornasse a casa ammaccato.
 
— Heih, Voi due smettete di ridere! Non è un gioco! - disse la mamma -,  Carlino, mangia e dopo ti applicherò una compressa all’occhio per evitare che diventi viola.
 
Dopo il pranzo, mentre metteva la compressa sull’occhio di Carlino, la madre  lo invitò ancora una volta:
 
— Stai distante quando vedi che una baruffa sta per cominciare, figlio mio.
 
— Scusa mamma! Io voglio evitare che i miei amici si accapiglino! Non  sopporto vederli con le facce tese dalla rabbia l’uno contro l’altro.
 
— Senza dubbio, la tua intenzione è lodevole Carlino. Però occorre mantenere una certa distanza di sicurezza dalle liti  ed in modo speciale agire con delicatezza, tranquillità, equilibrio e molto, molto amore.
 
— Cosa vuoi dire mamma? In che senso: l’equilibrio?
 
— L’equilibrio è quando noi ci  controlliamo e siamo  imparziali nel mezzo di una qualunque situazione. In altre parole vuol dire: che non dobbiamo parteggiare né da un lato né nell’altro, e  mantenere i sentimenti corretti. Hai compreso?
 
— Più o meno.
 
La madre si guardò attorno per cercare qualcosa che potesse servire da ulteriore esempio. I suoi occhi furono attratti  dalla finestra attraverso la quale si scorgeva il sole.
 
Portò il ragazzino in giardino e gli chiese:
 
— Carlino, senza contare Dio, che è nostro Padre e Creatore dell’Universo, chi  che esiste di più grande e potente  nel mondo in cui viviamo?
 
Carlino ci pensò un po’ e guardando verso il cielo esclamò:
 
— Il Sole, mamma. A scuola ho studiato che il Sole è una stella molto più grande del nostro pianeta Terra. Ci dà luce e calore e condizioni di vivere. La professoressa ha spiegato che il Creatore ha fatto tutto molto bene e, che se il Sole fosse un po’ più lontano dalla Terra moriremmo congelati per mancanza di calore; se fosse, invece, un po’ più vicino, moriremmo bruciati!
 
— Proprio così, Carlino, E non solo noi, ma tutti gli esseri viventi, gli animali e le piante. Allora, pur essendo potente, il Sole, è ad una giusta distanza dalla Terra, non ti sembra? Considerando, che i suoi raggi sono indispensabili per la vita, essi arrivano con delicatezza senza fare troppi danni, senza cioè, ”ammaccare o ferire”; penetrano anche nei luoghi più nascosti e profondi con dolcezza portando luce e calore.
 
Il ragazzino ci pensò qualche attimo e guardando la madre sorridendo le disse:
 
— Sai, ho capito dove intendi arrivare. Tu, vuoi dire che per aiutare non dobbiamo entrare nelle baruffe, vero?
 
— Proprio così, Carlino, Ascolta! Tu hai appena otto anni, ma sei più avanti dei ragazzi della tua età.
 
Ora succede che i bambini più piccoli di te, possono essere ammaccati dalla tua forza, ed se i bambini bambini fossero maggiori e quindi più forti, tu saresti ammaccato da loro.
 
— É vero, mamma. Allora cosa posso fare?
 
— Nel momento del pericolo, pensa a Dio chiedendogli che la pace e la comprensione siano ristabilite. E, se proprio devi aiutare, fallo, ma senza entrare nella baruffa.
 
Da quel giorno, Carlino, al vedere i ragazzi discutere animatamente, elevava una rapida preghiera e poi, rivolgendosi a loro, diceva sereno:
 
— Calma, calma, ragazzi! Cerchiamo di tentare di risolvere in pace questo problema, va bene? Cosa sta succedendo? Posso aiutare?
 
Udendo la sua voce tranquilla, i contendenti smettevano di discutere, calmavano gli animi, e subito si ritrovavano a giocare felici d'essere assieme in pace.
 
Non esiste nulla che non si possa risolvere, quando nel cuore, regnano la buona volontà e la pace.


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