quinta-feira, 4 de julho de 2013

Imparare a dividere

 
Bruno era un ragazzino che pensava solo a se stesso.
Non divideva nulla con nessuno. Quando i suoi nonni o i suoi zii gli regalavano qualche dolcetto, un cioccolatino oppure  un chupa-chupa, correva a nasconderli nel suo armadio. Lo faceva così bene che nessuno riusciva a capire dove fosse il suo nascondiglio, nemmeno la sua mamma. Quello che riceveva era il suo tesoro, e sapete perché? Per mangiare tutto negli attimi in cui rimaneva solo. 
La mamma riprovara quel suo comportamento dicendo:

— Bruno, bambino mio, si deve imparare a dividere con tutti, ciò che abbiamo. Non bisogna essere egoisti e voler tutto per noi. Lo sai che a seconda di quello che si dà, si riceve?
 
Ma il ragazzino rispondeva maleducatamente:
 
— Io? Se tutto quello che mi hanno dato, vuol dire che è mio! Agli altri non dò niente, va bene?
 
I suoi fratellini minori, Breno e Bianca, mangiavano i dolcetti che venivano regalati loro e Bruno li guardava, pensando al piacere che avrebbe avuto quando li avrebbe mangiati, tutto solo, nella sua stanzetta.
 
Però succedeva che Bruno, quando andava a giocare ed era distratto, si dimenticava d'avere nascosti i regalini. E così il tempo passò.Un bel giorno, i fratellini di Bruno entrarono in casa portando un pacchetto di involucri di plastica contenenti palline di zucchero colorato. Arrivanono felici esibendo quei dolcetti che un signore, passando da quelle parti,  li aveva distribuita tutti i bambini del vicinato.
Bruno, era in casa non vveva ricevuto nulla, fece il muso:

— Li voglio anch’io! Li voglio! Datemene un po’!

Breno rispose deciso, appoggiato da Bianca, la più piccola:

— Non te ne dò! Tu non dividi mai nulla con nessuno!

Bruno, irritato con  la faccia atteggiata al pianto, piagnucolò
 
— Egoisti! Ma va bene così! Ho tante cose nascoste. Da voi non ho bisogno proprio nulla! Vedrete!
 
Corse nella sua cameretta, seguito dappresso dai fratellini, curiosi di vedere dov’era il nascondiglio nel quale Bruno conservava gelosamente il suo tesoro e che essi non erano mai riusciti a scoprire.
 
Bruno aprì la porta del guardaroba, prese un cassetto e,  tra   magliette, calzini e pantaloncini mostrò tutto quello che egli aveva avuto in regalo e lì era custodito.
Con un’aria di trionfo, infilò la mano e mostrò, cioccolatini, dolcetti, piccole tortine, chupa-chupa davanti agli occhi spalancati dei piccoli.. Ma, sorpresa!... Con grande spavento, Bruno notò che il suo tesoro aveva un’aspetto alquanto brutto: I  cioccolatini erano vecchi, i dolcetti erano ammuffiti, le tortine erano irrancidite, le palle di gomma si erano afflosciate.
 
Terribilmente deluso, Bruno si rese conto, in quell’istante, che a causa del suo egoismo non aveva mai diviso nulla con nessuno. Il peggio, egli constatò, che egli stesso non aveva approfittato di quelle  cose tanto buone che gli avevano regalato con amore.
 
Adesso non gli rimaneva che guardare con infelicità, ciò era  andato a male ed  doveva essere buttato nella spazzatura.
 
Si sedette sul letto si prense la testa tra le mani e cominciò a piangere. I suoi fratellini, benché fossero piccoli, avevano un buon cuore, gli si avvicinarono e Breno disse:
 
— Non essere triste, Bruno.
 
E, sotto il suo sguardo sorpreso, divisero fraternamente tutto quello che quel giorno fu regalato loro.
 
— Non mi merito tanta generosità da voi. Ho capito in questo momento importante, la lezione. Ora mi rendo conto di  quello che la mamma vuol dire quando afferma che la gente riceve a secondo di quello che dà. Non ho mai dato nulla e non mi merito nulla. Però malgrado questo, voi dimostrate d’avere un gran cuore. A partire da oggi, voglio essere meno egoista. Lo prometto!
                                                                              
Zia Célia


Autore: Célia Xavier Camargo
Traduzione: Milena Alborghetti

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