segunda-feira, 29 de julho de 2013

Chers Éducateurs !

“NOUS SOMMES TOUS DES APPRENTIS.”

Cette phrase nous fait comprendre que nous sommes ici pour apprendre.
Apprendre à devenir plus disciplinés, humbles, tolérants, à rechercher plus de connaissances par l’étude et tant d’autres moyens d’apprentissage qui apparaissent au cours de notre existence.

 Mais, la connaissance la plus importante est “apprendre à regarder notre prochain avec les yeux du cœur”. D’où l’importance de l’étude en groupe, où prenons conscience que nous sommes des êtres immortels ayant la même origine et la même destination, créés par Dieu et destinés au bonheur.


quarta-feira, 17 de julho de 2013

La Jabuticabeira(una pianta del Brasile simile al ciliegio)


Un gruppeto di ragazzi che frequentavano la stessa classe, stava ritornando a casa dopo le lezioni. Camminando sul marciapiede, ridevano ciarlavano, raccontavano con particolari ciò che avevano fatto. Ad un tratto, uno dei ragazzi ricordò:
— Attenzione! Siamo vicini alla casa del ciliegio.
Tutti si zittirono di colpo ed, in silenzio s’avvicinarono alla casa.
Al di là del muro c’era un bellissimo ciliegio carico di frutti. Le ciliege pendenti dai rami erano mature e invitavano ad essere colte e mangiate.

Una manata di fango


A Riccardo piaceva giocare con il suo amico Pietro. Erano vicini di casa ed avevano più o meno la stessa età. Attraversavano il recinto che seperava i giardini delle loro case e giocavano, ora i casa dell’uno, ora in casa dell’altro.
 

terça-feira, 16 de julho de 2013

La Lucciola


Vavà, la lucciola viveva sempre triste ed insoddisfatta, benché abitasse in un meraviglioso angolo di un campo, tra fiori colorati, alberi frondosi e molte amiche. Si sentiva piccola ed inutile.

Volava sopra le rose ed ammirava la loro bellezza ed i loro profumo, s'incantava davanti alle farfalle che passavano con abiti elegantissimi e dalle ali multicolori.

sábado, 13 de julho de 2013

Carita in famiglia

Lezione: Carità e collaborazione in famiglia

Fonte: Apostila de Evangelizaçao Espirita Infantil (FEB)
Preghiera iniziale
Primo momento: I bambini devono indovinare quale è l’argomento della lezione, dicendo
quale lettere mancano nelle parole (carità nella famiglia), essempio:
_ A_ _ T_  in   _ A _ _ _ _ _ A

Dio –i suoi attributi e le sue creazioni

Canzone “Vem brincar comigo” e Preghiera iniziale – 5 minuti

Introduzione: Mostrargli 2 bicchieri d’acqua, in uno mettiamo sale e nell’altro zucchero, mescolarli e far vedere ai bambini che non riusciamo a vedere più lo zucchero o il sale però possiamo soltanto sentirli. Con Dio è la stessa cosa, non possiamo vederlo però possiamo sentirlo. – 5 minuti

segunda-feira, 8 de julho de 2013

Mutuo rispetto


IL Signor Emanuele era un uomo molto compassionevole. Viveva nella sua grande fattoria dove svolgeva i suoi compiti, sempre con amore e dedizione. Aveva un figlio che, nonostante l’educazione che egli gli dava, era un po’ indisclinatello ed agiva senza preoccuparsi degli altri, non pensando che, potesse dar fastidio.
Il padre, con benevolenza tentava di orientarlo al bene, affermando che bisogna rispettare ed amare il prossimo, come ci aveva insegnato Gesù.
– E gli animali? - chiedeva Tonino, impaziente.
– Anche gli animali. Essi sono nostri fratelli minori ed hanno bisogno di tutta la nostra considerazione, figlio mio. Non solo, occorre rispettarli con il nostro aiuto in quanto essi ci aiutano nei nostri compiti, giorno dopo giorno.

Per una Moneta

Fernando era un ragazzino di buon cuore, e sensibile alle sofferenze altrui.
Un giorno, passando per una strada, alla periferia della sua città vide, presso una casa molto povera, due bambini macilenti e pallidi che giocavano sulla porta.
Preso da un'irrefrenabile impulso, s'avvicinò e cominciò a parlare con loro. Dalla coversazione venne a sapere che essi non avevano più il padre, e la madre lavorava duramente per provvedere al loro sostentamento e a quello della casa. Gli dissero che quel giorno non avevano mangiato nulla e, che avrebbero mangiato solo, quando la madre sarebba ritornata a casa, dopo il lavoro,
Molto rattristato, Fernando desiderò aiutarli, però, non sapeva come fare. Tra l'altro, al momento, non aveva possibilità finanziarie, benché suo padre lavorasse molto e non gli facesse mancare nulla.

Pensare prima di agire

Luigino era un bambino molto scaltro e la madre lo riprendeva in continuazione per le cose sbagliate che faceva. Tirava la coda al gatto, litigava con la sorella, discuteva con i compagni di scuola, rompeva il registratore, smontava la bicicletta e faceva altre cose disastrose. Quando veniva ripreso, cadeva dalle nuvole e diceva:
— Scusami mamma. L’ho fatto senza pensare. Quando me ne sono accorto, era già fatto!La mamma, perciò doveva sempre stare attenta a ciò che Luigino stava facendo. Quel giorno, dopo tutte le cose che aveva combinato e, stanca delle monellerie di Luigino, gli disse in tono serio:

Lo scoiattolo fuggitivo

In una radura della foresta, abitava una famiglia di scoiattoli che viveva in armonia ed in pace.
La piccola famiglia era composta; da papà, Signor Soiattolo, dalla mamma, Signora Scoiattola e da una coppia di cuccioli molto ubbidienti. Tutti si stimavano sinceramente, poiché tra di essi regnava l'amicizia e la comprensione.
Mentre il Signor Scoiattolo usciva alla ricerca del sostentamento della famiglia, la Signora Scoiattola restava in casa ad attendere le faccende domestiche ed a curare i figlioletti.

L'invidia

Erano compagni di classe, ma a Tonino non piaceva molto Carlo.
Tonino era il bambino di una famiglia disagiata, che abitava una semplice casa di un quartiere della periferia della sua città. Carlo, al contrario, apparteneva ad una famiglia abbiente. Vestiva abiti costosi, scarpe firmate e le sue merende erano le migliori di quelle degli altri ragazzi.
Per questo, a Tonino non andava a genio, ritenendolo orgoglioso e distaccato. Nel suo intimo nutriva una mal celata invidia.

sexta-feira, 5 de julho de 2013

Le pietre magiche


Pierino, era un bambino al quale non mancava nulla. Aveva una famiglia amorosa, una madre dedita, un padre compresivo, fratelli che lo amavano e facevano di tutto per il suo benessere.

Ad onor del vero, Pierino era selvatico. Quando qualcuno gli faceva una domanda rispondeva di malumore. Nel chiedere qualcosa ai famigliari era sempre esigente e, se non fosse stato accontentato urlava irritato.
Quando le sue richieste erano soddisfatte, non aveva una sola parola di ringraziamento, come se tutti fossero obbligati a servirlo. C’è anche da dire che, quando faceva qualcosa di sbagliato, non si degnava di scusarsi.
Il comportamento di Pierino era così difficile che i famigliari e gli amici di scuola, temendo le sue reazioni poco alla volta lo evitarono..
Un giorno, venne a trovarlo, nonno Giovanni e trovò Pierino triste e solo seduto sotto l’atrio del portone di casa.
— Che cosa è successo, Pierino? – gli chiese.
Il bambino alzò la testa per guardare il nonno e rispose sfiduciato:
— Vorrei giocare, nonno, ma nessuno si degna di farlo con me. Tutti i miei amici se ne sono andati!...

quinta-feira, 4 de julho de 2013

La lezione della formica



Nella scuola di Ottavio si stava organizzando una festa e, gli alunni si davano da fare per ultimare i preparativi. Alcuni attaccavano enormi cordoni di bandierine colorate, altri scopavano il pavimento altri ancora ripulivano  tavoli e sedie.

In  cucina si preparavano pasticcini, torte, salatini e stuzzichini, da essere serviti durante la festa. 
Mentre  conversavano allegramente lavoravano  con solerzia ed in più, si divertivano.

Olttavio, era l’unico che non partecipava a nessuna attività.

La forza del sole

A Carlino, bambino buono e servizievole piaceva aiutare le persone.
Una cosa, però, Carlino non sopportava: vedere la gente che discuteva o litigava.
Subito diventava nervoso ed entrava nel mezzo della discussione con l’intento di sedare i contrasti.
 
Ciò succedeva nei diversi luoghi che frequentava: in casa, nella scuola oppure per strada.
In casa, ad esempio, quando i genitori discutevano per problemi domestici, Carlino si metteva di mezzo volendo risolvere la questione.

Imparare a dividere

 
Bruno era un ragazzino che pensava solo a se stesso.
Non divideva nulla con nessuno. Quando i suoi nonni o i suoi zii gli regalavano qualche dolcetto, un cioccolatino oppure  un chupa-chupa, correva a nasconderli nel suo armadio. Lo faceva così bene che nessuno riusciva a capire dove fosse il suo nascondiglio, nemmeno la sua mamma. Quello che riceveva era il suo tesoro, e sapete perché? Per mangiare tutto negli attimi in cui rimaneva solo. 
La mamma riprovara quel suo comportamento dicendo:

Il vestito per il compleanno



Angela, una bambina di soli sei anni era veramente preoccupata per la sua nonna materna Carlotta, che abitava in una città litoranea molto distante dalla sua.
Per caso, aveva udito un commento dei genitori, che nonna Carlotta era molto ammalata e che il medico aveva era preoccupato per il suo stato di salute. Si prospettava il caso che la nonna fosse  sottoposta ad un’operazione chirurgica. A questo punto, Angela, afflitta chiese a suo padre:

Caderno de Evangelização FEB - pré-maternal